Pubblicazioni
Collana «Documenti, fonti e studi critici»

1. La diffusione internazionale dell'opera di Benedetto Croce. Atti del Convegno, Napoli, 22-23 settembre 2016, nel centocinquantenario della nascita (1866-2016), a cura di Teresa Leo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2020, ISBN 978-88-498-5904-1
Cosa resta dell’opera di Benedetto Croce fuori dai confini dell’Italia? Nell’occasione del centocinquantenario della nascita del filosofo, studiosi provenienti dall’Europa, dalle Americhe e dall’Asia ne hanno discusso in un convegno, delineando un primo vasto quadro della penetrazione e della recezione del pensiero crociano in Europa e nel mondo. Dall’analisi della sua presenza nel dibattito culturale contemporaneo emerge l’immagine di un intellettuale divenuto, ormai, un ‘classico’ della tradizione umanistica europea.

2. La fatalità della guerra e la volontà di vincerla. Classe dirigente liberale, istituzioni e opinione pubblica, a cura di Rossella Pace, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2019, 296 p., ISBN 978-88-498-5905-8
La Grande Guerra fu una questione di vita o di morte per la classe politica liberale. Sia al momento dell’ingresso dell’Italia nel conflitto, sia dopo Caporetto il ‘mondo liberale’ si divise, ma la spaccatura tra giolittismo e antigiolittismo non è sovrapponibile a quella tra neutralismo e interventismo: quest’ultimo rappresentò un nuovo cleavage che passò non solo all’interno della classe politica, ma nell’intera società italiana. La guerra, inoltre, portò per la prima volta a una nazionalizzazione delle masse, contribuì a innescare un processo di ‘emancipazione’ delle donne, un grande take over industriale e un significativo progresso tecnologico e realizzò quell’unità territoriale che era un’aspirazione dei padri fondatori del Risorgimento. Furono risultati che ebbero tuttavia un prezzo molto alto. Le fratture dell’unità nazionale, che già durante la guerra si erano manifestate, deflagrarono subito dopo, prendendo forma sociale, politica ed istituzionale. E mutati erano anche i rapporti di forza internazionali. Solo alcuni settori minoritari della classe dirigente liberale avevano presagito questi esiti, ma una consapevolezza dei problemi da affrontare non era maturata. Cosicché, attraverso un complesso processo storico, già avviato dalle vicende della guerra, che sono oggetto delle pagine di questo libro, invece del passaggio dallo Stato liberale alla democrazia liberale, si ebbe l’avvento del fascismo.

3. Elena Croce e Lo spettatore italiano: una vocazione per la civiltà, con una scelta di scritti e gli indici della rivista (1948-1956), [a cura di] Elena Bufacchi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, 367 p., ISBN 978-88-498-7014-5
Fondato a Roma nel gennaio del 1948 da Raimondo Craveri e da Elena Croce, «Lo Spettatore Italiano» rivestì – al di là degli obiettivi politici, condotti in opposizione alla maggioranza di Governo – una funzione d’indirizzo, ispirata dal fermo intento di avviare una riforma culturale che potesse riuscire significativa per le sorti del Paese.
S’intendeva promuovere e incoraggiare lo sviluppo di un habitus critico attraverso un’opera di sprovincializzazione della cultura, funzionale alla formazione di una nuova classe dirigente. Al centro della riflessione restava lo status problematico dell’arte e del pensiero moderni su cui incombevano gli imperativi produttivi della civiltà di massa, incompatibili con la figura stessa dell’intellettuale nell’accezione originaria del termine.
Questi temi saranno approfonditi tra il 1953 e il 1956, grazie alla collaborazione di Renato Solmi, Cesare Cases, Pietro Citati ed Elémire Zolla che renderanno familiari l’analisi dell’irrazionalismo di György Lukács, il marxismo pascaliano di Walter Benjamin, e le meditazioni di Theodor Adorno. Nomi pressoché assenti nel dibattito culturale dell’Italia di quegli anni, e che pure, grazie anche allo spazio che Elena Croce volle riservare loro sulle pagine de «Lo Spettatore Italiano», entreranno a pieno titolo tra i fondamenti della formazione critica e filosofica del nostro Paese.
4. Tammaro De Marinis e la cultura napoletana del primo Novecento. Atti del Convegno, Napoli, 30 settembre 2021, a cura di Giancarlo Petrella, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, 208 p., ISBN 978-88-498-7497-6
Napoletano di nascita, ma fiorentino d’adozione, Tammaro De Marinis (1878-1969) fu nella sua lunga vita antiquario, collezionista, bibliografo, storico del libro, mecenate. Non compì studi regolari, ma in virtù di una precocissima frequentazione degli archivi e delle biblioteche napoletane, raggiunse in breve tempo notorietà internazionale grazie alla propria attività di libraio e alla pubblicazione di una nutrita serie di studi sul libro italiano del Rinascimento culminati nelle due monumentali monografie La legatura artistica in Italia nei secoli XV e XVI (Firenze 1960) e La biblioteca napoletana dei re d’Aragona (Milano-Verona 1947-1969). Ma De Marinis fu anche il promotore del rientro in Italia nel 1923 della celebre Bibbia allestita e miniata per Borso d’Este e l’organizzatore nel 1922 a Firenze della prima mostra internazionale della legatura e nel 1926 a Parigi dell’altrettanto importante esposizione dedicata al libro italiano. Ciò nonostante il suo nome suona oggi quasi sconosciuto al di fuori del ristretto contesto accademico. Il convegno organizzato a Napoli dalla Fondazione Biblioteca Croce, di cui si pubblicano ora gli Atti, ha voluto rimetterne al centro la poliedrica figura di uomo di cultura e di studioso, prestando particolare attenzione al forte legame, che mai venne meno, con la sua città natale.
5. Alessandra Caputi, Storie di resistenza ambientale. La tutela di Napoli e della costa campana negli anni Settanta, prefazione di Piero Craveri, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, 224 p., ISBN 978-88-498-7583-6
Per contrastare l’assalto della speculazione edilizia a Napoli e alla costa campana, nel secondo dopoguerra, sarebbe servito il dono dell’ubiquità. La costruzione di ecomostri, villette e palazzine abusive e la distruzione di monumenti, aree archeologiche e giardini furono all’ordine del giorno per circa un trentennio. Imprenditori voraci presero di mira le coste puntando sullo sviluppo del turismo di rapina e in spregio alle norme urbanistiche lottizzarono alcuni tra i più bei paesaggi del Mediterraneo. La città partenopea, oltre a subire la cementificazione delle sue colline, era già stata inquinata da diversi stabilimenti industriali, in particolare dall’Italsider e dalla Cementir, con gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica. Alcune associazioni – Italia Nostra e il Comitato per la difesa ambientale e culturale del Mezzogiorno in primis – lottarono infaticabilmente contro questa galleria degli orrori. Sette battaglie tenacemente condotte, tra gli anni Sessanta e Ottanta, testimoniano la strenua difesa di Napoli, della baia di Fuenti e della costa della Masseta. Alda Croce, Elena Croce e Antonio Iannello ne furono i protagonisti indiscussi. Portarono avanti una nuova forma di resistenza, volta a tutelare il paesaggio, i beni culturali e lo spazio pubblico, e contribuirono con il loro impegno civile alla formazione di una coscienza ambientale in Italia.
6. Elena Croce- Camilla Salvago Raggi, Scrivimi. Lettere 1967-1992, a cura di Stefano Verdino; nota introduttiva di Benedetta Craveri, Soveria Mannelli, Rubbettino, ©2024, 243 p., ISBN 978-88-498-8248-3
La lettera di un’appassionata lettrice dell’Infanzia dorata parte da una remota provincia dell’appennino ligure-piemontese per Roma, per Elena Croce, memorialista e saggista ammirata, instancabile promotrice di varie riviste e iniziative culturali. Elena è anche persona attenta all’ascolto, curiosa, pronta a dare credito all’interlocutore e risponde con simpatia a Camilla Salvago Raggi, chiede di avere il suo Dopo di me, subito letto con interesse, tanto da parlarne per una trasmissione radio francese sulla recente narrativa italiana. Nasce così una amicizia affettuosa, testimoniata da molte lettere scritte in un quarto di secolo (1967-1992), e poi sempre rievocata da Camilla, fino agli ultimi giorni. Si tratta di oltre duecento lettere che trattano vari argomenti: il mondo dei libri, naturalmente, ma anche le tematiche ambientali, che vedono Elena protagonista di una vera battaglia culturale in Italia; non manca la quotidianità e l’attenzione ai dettagli del mondo di casa, specie da parte di Camilla. Emergono due personalità assai diverse anche nelle tonalità delle lettere tra l’estroversione diaristica, con entusiasmi e indolenza, di Camilla e la pensosità impaziente di Elena, con ampi controcanti autoironici. Il carteggio contribuisce da un lato a lumeggiare l’alta figura di una protagonista a tutto campo della cultura del secondo Novecento, e dall’altro a ricostruire l’evoluzione di una scrittrice che, grazie alla sua interlocutrice e mentore, acquista consapevolezza della propria vocazione più autentica ed originale.
7. Benedetto Croce e la cultura del Rinascimento. Atti del Convegno internazionale di studi, Napoli, 30 marzo 2023, a cura di Gianluca Genovese, Soveria Mannelli, Rubbettino, ©2024, 171 p., ISBN 978-88-498-8249-0
Con libri vasti e organici quali Poesia popolare e poesia d’arte e Poeti e scrittori del pieno e del tardo Rinascimento, Benedetto Croce ridisegnò il canone della letteratura del Cinquecento. Gli studiosi vi trovarono sia saggi apripista ai quali si deve la rinnovata fortuna critica – anche internazionale – di autori come Pietro Aretino, Anton Francesco Doni, Tommaso Garzoni, Paolo Giovio, sia un’innovativa attenzione alla geografia della letteratura, con le ricostruzioni delle reti culturali dei letterati-poeti del Veneto e dell’Italia meridionale. Nel contempo un pubblico ampio poté leggere per la prima volta pagine importanti e «vive» di testi sconosciuti o molto rari. Il Convegno organizzato a Napoli dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, di cui si pubblicano ora gli Atti, ha posto l’accento su questo versante molto ricco eppure spesso trascurato dell’opera del filosofo e critico, in occasione della pubblicazione, nell’Edizione nazionale, dei tre volumi di Poeti e scrittori del pieno e del tardo Rinascimento, che danno forma compiuta alle ricerche cui Croce si dedicò con continuità dalla fine degli anni Trenta e sino agli ultimi giorni della sua vita. L’articolato panorama – critico, esegetico, di storia della ricezione e della cultura – delineato in questo volume intende contribuire all’avvio di una nuova stagione di studi capace di misurare in tutta la sua portata l’impatto delle indagini crociane per la conoscenza e l’interpretazione di «quel gran momento della vita europea» che fu il Rinascimento.

8. Alessandra Caputi, In nome del paesaggio. Una battaglia legale della famiglia Croce contro la speculazione edilizia (1957-1967), prefazione di Vezio De Lucia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2026, 178 p. ISBN 978-88-498-8885-22
Nel 1967 Adele Rossi, vedova di Benedetto Croce, e le sue figlie – Elena, Alda, Lidia e Silvia – vinsero una clamorosa battaglia legale durata dieci anni. E, su ordine del ministro dei Lavori pubblici Giacomo Mancini, fu demolito il muro di cemento che oscurava il golfo davanti a villa Ruffo, in una delle zone più belle di Napoli. Erano gli ultimi due piani di un palazzo, alto trenta metri, che aveva sfigurato il paesaggio. La causa contro l’abuso edilizio del potente banchiere Quinto Quintieri, iniziata al tempo del sacco di Napoli, aveva poche speranze di successo. Condotta da cinque donne e osteggiata da una campagna di stampa dai toni maschilisti, suscitò un acceso dibattito pubblico e coinvolse il mondo politico fino a raggiungere il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Questa è la storia di una sfida che segnò uno spartiacque nella lotta contro la speculazione edilizia e in difesa del paesaggio.
Altre pubblicazioni
Bibliografia degli scritti di Giuseppe Galasso, a cura di Luigi Mascilli Migliorini, Napoli, Bibliopolis, 2024, ISBN 978-88-7088-729-7
L’immensità di questa bibliografia, che comprende esclusivamente i titoli apparsi in sedi scientifiche (da soli già 1.580), dimostra l’eccezionale vastità e importanza della ricerca storiografica di Giuseppe Galasso, lasciando nel contempo emergere la qualità del contributo da lui apportato anche ad altri campi del sapere, dalla sociologia all’antropologia, dall’ economia alla definizione del patrimonio culturale e paesaggistico, dalla storia della letteratura alla filosofia.

Benedetto Croce - Franco Laterza, Carteggio, a cura di Antonella Pompilio, 2 voll., Bari-Roma, Laterza, 2024-2025
Lo scambio di lettere inizia all’indomani della scomparsa di Giovanni Laterza, fondatore della casa editrice e protagonista, insieme allo stesso Croce, di un monumentale carteggio svoltosi ininterrottamente dal 1901 al 1943 (già edito da Laterza in 4 volumi). Questa seconda parte, nella quale subentra il figlio di Giovanni, costituisce dunque il naturale completamento e la necessaria integrazione di quella precedente. La corrispondenza si sviluppa nel contesto dei difficili anni del secondo dopoguerra. Dopo l’8 settembre del 1943, con l’insediamento degli angloamericani a Bari, la città diventa un centro nevralgico nelle vicende politiche e militari dell’Italia liberata. Su questo sfondo si afferma con tenacia la volontà di Franco Laterza di continuare con ogni mezzo l’opera paterna. Il ruolo di guida e consigliere da parte di Croce non verrà mai meno e sia pure con toni differenti, più sfumati e meno confidenziali di quelli che avevano caratterizzato il rapporto con l’amico Giovanni, il dialogo prosegue ininterrotto sino alla morte di Croce, avvenuta nel novembre 1952. E' un fitto scambio di pareri, informazioni, proposte editoriali non sempre condivise ma comunque attestanti il procedere, non senza difficoltà, in un’Italia impoverita che lentamente avanza nello sforzo di ripresa dai traumi della guerra, dell’instancabile attività della casa editrice, che non trascura di prestare attenzione, fra l’altro, alla critica storica inerente le vicende dell’ultimo conflitto e alle problematiche di carattere sociale ed economico del dopoguerra. L’avanzare dell’età, con l’inesorabile declino delle forze fisiche e la sensazione dell’approssimarsi del compimento della propria vicenda esistenziale, rende Croce ansioso di concludere nel migliore dei modi la missione, durata mezzo secolo, di guida e consigliere dell’editore Laterza, che realizzerà l’obiettivo di pubblicare l’intero corpus delle sue opere.
Carteggi di Benedetto Croce con i socialisti italiani, a cura di Giorgio Volpe, 2025, LXXVI-581 pp.
Se gli studi crociani hanno a lungo indagato l’influenza del marxismo sul pensiero di Benedetto Croce, sono ancora poco sondati i suoi rapporti con il movimento socialista. Il volume raccoglie i carteggi tra il filosofo e vari esponenti del socialismo italiano, dalle prime corrispondenze di fine Ottocento – segnate da uno spirito di dialogo e collaborazione – fino al ripensamento complessivo espresso nello scritto La morte del socialismo (1911), offrendo un contributo decisivo alla conoscenza di uno degli aspetti meno esplorati della biografia di Croce: il suo dialogo, talvolta polemico ma sempre vivo, con il mondo socialista, specialmente quello napoletano. Le lettere qui raccolte non hanno però un carattere esclusivamente teorico o filosofico: aprono uno sguardo concreto sulle questioni sociali, politiche ed economiche del tempo, restituendo al lettore anche il sapore di polemiche e vicende di cronaca spesso dimenticate.
B. Croce, Taccuini di lavoro, voll. I-VI, edizione fuori commercio in 500 copie numerate, Napoli, 1992, pp. 3000
A. Cristaldi, Scritti filosofici e carteggio con Benedetto Croce, a cura di Francesco Platania, Napoli, Bibliopolis, 1996
G. Borrelli, Il Palazzo Penne. Un borghese a corte, Napoli, Arte tipografica, 2000
Ricordi famigliari. Casati, Incisa della Rocchetta, Litta Modignani, 1899-1919, a cura di Renato Litta Modignani, Napoli, Arte tipografica, 2001
G. Borrelli, Ritratto di Giuliano Piccoli, un romantico vestito da esistenzialista, Napoli, Arte tipografica, 2002
Carteggio Croce – Laurini, a cura di Gianluca Genovese, Napoli, Bibliopolis, 2004
A. Iannello, Relazione sulla proposta di vincolo paesistico per Bagnoli, [Napoli], Fondazione Benedetto Croce, 2004
Maria Rosa Lida de Malkiel, Studi di letteratura comparata. Tradizione classica e modernità iberica, Firenze, Edizioni di storia e letteratura, 2006
B. Croce, Taccuini di lavoro. Indice dei nomi, Napoli, Arte Tipografica, 2011
E. Croce - M. Zambrano, A presto, dunque, e a sempre. Lettere 1955-1990, a cura di Elena Laurenzi, Milano, Archinto, 2015
B. Croce, Pagine autobiografiche, a cura di Giuseppe Galasso. Letture di Toni Servillo, Napoli, Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, 2017